mercoledì 17 dicembre 2008

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...un quarto di secolo...

sabato 13 dicembre 2008

tu sei_otto ohm

E’ già mattino le stelle vanno via
e com’è triste il ritorno
sento che già mi mancherai
sul mio cuscino lascerò addosso il tuo odore
per non dimenticare mai momenti da mille parole

vorrei essere il tuo pensiero più ricorrente tra tanta gente
riuscire a sentirmi più vicino a te
ma sono impaziente stringerti è l’unica cosa che possa colmare l’istante
resto sospeso in attesa che arrivi tu

Tu sei le cose tra quelle cose
che mi appartengono da sempre eppure resteranno sempre nuove storie
tra quelle cose che io non ho mai chiesto a nessuno e invece tu me le hai volute proprio regalare senza parlare a lume basso si riflettono due ombre che si abbracciano
tra tutte quelle cose già assorbite a cui ormai non riesco a rinunciare e le ho metabolizzate in fondo al mio destino

Piccole solitudini che si assomigliano
si fondono in questo spazio
che sembra l’unico disposto a fare finta di non guardare
di non guardare l’abbraccio che soltanto io ti posso dare
cerco tra tante l’intensità del tuo sguardo che accende in me
mille parole non basterebbero a descriverti
per me tu sei un lampo che ti attraversa di cui non sentirai dolore
è quasi dolce come prenderti

Tu sei le cose tra quelle cose
che mi appartengono da sempre eppure resteranno sempre nuove storie
tra quelle cose che io non ho mai chiesto a nessuno
e invece tu me le hai volute proprio regalare senza parlare
a lume basso si riflettono due ombre che si abbracciano
tra tutte quelle cose già assorbite
a cui ormai non riesco a rinunciare e le ho metabolizzate in fondo al mio destino
tra quelle cose che rispecchiano i miei desideri
e allora vanno realizzati
si tu sei tra quelle cose il mio passato,
il mio presente sembra che ti abbia conosciuta chissà quando
tu sei quelle cose e a pensarci ti viene un po’ da ridere tu sei quelle cose...

mercoledì 3 dicembre 2008

Diseguali voglie i nostri due corpi
stanno vicini e distanti: marito e moglie;
perché non me lo hai mai detto che ti andavo un po’ stretto?
Questo sembrava il mio posto ma sotto sotto…

Il tuo respiro finiva ad imbuto,
e giù sorsi di vino se uscivo un minuto, però non un fiato…
nessuno ti veda mangiare nuda del dolce avanzato.
Da quanto tempo mi guardi attraverso
ed io stupido, perso negli occhi che ho scelto

E’ la tua bocca che mi manca soprattutto,
tu sei cresciuta come un cuore nel mio petto;
se non avrò più un altro amore come il nostro
io preferisco amarti ancora di nascosto


Avrei dovuto, hai ragione, leggerti in faccia
come una mela che è marcia e non si sa dove;
quando avrai un dolore di cui ti vergogni,
fallo sentire a parole o prendimi a pugni!


Ma tu quel difetto di parlare poco
E se io avessi avuto soltanto un sospetto,
però non è tardi per restare insieme: siamo più grandi vedrai andrà bene.
Da quanto tempo mi guardi attraverso
ed io stupido, perso negli occhi che ho scelto

E’ la tua bocca che mi manca soprattutto,
tu sei cresciuta come un cuore nel mio petto;
se non avrò più un altro amore come il nostro
io preferisco amarti ancora di nascosto